Oltre l’assedio, oltre l’assenza – Omaggio a Mahmoud Darwish

M_D

Martedì 24 marzo ore 18.00
Sala s. Leonardo, Cannaregio – Venezia.

con
Wasim Dahmash
docente presso l’unversità di Cagliari e curatore di “Stato d’Assedio
Elisabetta Bartuli
univerisità Ca’ Foscari di Venezia, curatrice di “Una trilogia palestinese
Ramona Ciucani
traduttrice di “Una trilogia palestinese
Simone Sibilio
univerisità Ca’ Foscari di Venezia

reading poetico a cura di
Yaser Odeh, Clara Urban
univerisità Ca’ Foscari di Venezia

Nato il 13 marzo del 1941 a Birwa (Galilea); nel 1948 è costretto, insieme alla famiglia, a fuggire in Libano. Un anno dopo riescono a tornare, clandestinamente, in quello che intanto era diventato lo stato di Israele; Birwa era stata distrutta e al suo posto vi erano un moshav e un kibbutz.
Rifugiato nella sua stessa terra, Darwish si stabilì nel villaggio di Deir al-Assad dove visse nella condizione di “assente-presente” secondo la terminologia giudiziaria israeliana: fisicamente presente ma senza documenti.
Finite le superiori si stabilì a Haifa dove si unì al partito comunista israeliano collaborando con due dei suoi periodici, al-Ittihad (L’unione) e al-Jadid (Il nuovo), gli unici aperti ai palestinesi.
Il suo coinvolgimento politico e le sue poesie gli procurarono diverse condanne.

“Mi è stato vietato di lasciare Haifa per 10 anni. Dal 1967 fino al 1970, non mi è stato permesso di lasciare la mia casa. La polizia veniva di notte ad assicurarsi che fossi ancora a casa. Sono stato arrestato e rilasciato senza processo ogni anno. Alla fine, ho dovuto andare via.”
Nel 1970 si reca a Mosca dove perde i suoi ideali nel comunismo; l’anno dopo è la volta dell’Egitto. “Andare al Cairo è stato uno degli eventi più importanti della mia vita personale. Al Cairo, la mia esperienza poetica ha subito una trasformazione, come se una nuova era fosse iniziata.”
E poi Beirut, dal 1973 al 1982. “Ho una bella malattia chiamata nostalgia per Beirut. Non conosco la ragione. So che i libanesi non amano queste lodi per la loro città. Ma Beirut ha un posto speciale nel mio cuore.” Ma l’invasione del Libano da parte israelina lo porta a un nuovo esilio.
Damasco, Tunisia, Parigi.
Dal 1995 vivrà fra Ramallah e Amman e solo nel 1996, dopo anni di esilio, ottenne un permesso per visitare la sua famiglia nello stato di Israele.

Il 9 agosto 2008, a seguito di complicazioni post operatorie, “il poeta della Palestina” muore a Houston (Texas) e in tutti i territori della Palestina vennero dichiarati tre giorni di lutto nazionale.
Il 13 agosto il corpo di Darwish venne sepolto a Ramallah.

Darwish. Una trilogia palestinese” (2014) raccoglie i tre notissimi testi in prosa di Darwish, pagine autobiografiche, che testimoniamo come non fu solo il più grande poeta arabo e palestinese ma anche un grande narratore: Diario di un’ordinaria tristezza (1973), Una memoria per l’oblio (1987) e In presenza dell’assenza (2006).
Nella sua ultima raccolta di poesie “Stato d’Assedio” (2014) elaborato nel gennaio 2002 a Ramallah, dove Darwish viveva, ne descrive l’assedio avvenuto durante la seconda intifada:

“Quest’assedio proseguirà
per convincerci
a scegliere una schiavitù che non fa male,
ma in piena libertà!

Resistere significa: accertarsi dell’integrità
di cuore e testicoli,
e del tuo male con radici:
il male della speranza.”

 

Locandina dell’evento.

 

 

 

 

 

 

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