Chi è Marwan Barghouti

“Quando vi verrà chiesto da che parte state, scegliete sempre la parte della libertà e della dignità contro l’oppressione, dei diritti umani contro la negazione dei diritti, della pace e della convivenza contro l’occupazione e l’apartheid. Solo così si può servire la causa della pace e agire per il progresso dell’umanità” 

(M. Barghouti)

Marwan Barghouti è nato il 6 giugno 1959, nel villaggio di Kobar, vicino a Ramallah. E’ cresciuto nella Palestina sotto occupazione, un’occupazione che ha segnato tutta la sua esistenza e che ha dato vita alla sua battaglia per combatterla.

L’ingresso in Al – Fatah

Nel 1974, quando aveva quindici anni, entra in Al-Fatah, il partito storico del movimento di liberazione della Palestina e fonda il movimento giovanile di Al – Fatah (Shabiba). Nel 1989 viene eletto nel Consiglio Rivoluzionario e nel 1994 Segretario Generale (del Consiglio) per la Cisgiordania. Diventa parlamentare con le elezioni del 1996 e successivamente rieletto nel 2006 come Capo della lista di Al- Fatah. Nel 2009, entra nel Comitato Centrale di Al -Fatah, l’organo più importante del partito.

La prigione

Marwan è il prigioniero politico palestinese più conosciuto. Ha trascorso 17 anni nelle carceri israeliane, di cui gli ultimi 11 in modo consecutivo. La sua prima incarcerazione risale al 1978, quando fu accusato da Israele di essere un membro di Al-Fatah che allora era considerata “un’organizzazione vietata”. Nel 1987 Israele lo ha deportato e costretto all’esilio dalla sua terra con l’accusa di “incitare” alla lotta contro l’occupazione. Potrà farvi ritorno solo nel 1994 in seguito alla firma degli Accordi di Oslo.

Durante la seconda Intifada, e a seguito dei due tentativi (falliti) di ucciderlo, è stato sequestrate dalle forze di occupazione israeliana il 15 aprile 2002: è stato il primo parlamentare palestinese ad essere arrestato da Israele; purtroppo ne sono seguiti molti altri. Il 6 giugno 2004, dopo quello che gli osservatori internazionali e le delegazioni presenti hanno definito un “processo farsa”, Marwan è stato condannato a 5 ergastoli e 40 anni di reclusione. Va sottolineato come Marwan si sia rifiutato di riconoscere la legittimità della corte israeliana in quanto forza occupante, e in quanto corte destinata a giudicare un rappresentante eletto del popolo palestinese, confermando così il ruolo delle corti come parti integranti del sistema di occupazione. Marwan è stato costretto a 100 giorni di interrogatori e oltre 1000 giorni in cella di isolamento, senza poter ricevere alcuna visita dai suoi familiari. Attualmente sua moglie può andarlo a trovare per 45 minuti, ogni due settimane, mentre i suoi tre figli devono richiedere un permesso per fare visita a loro padre, che gli viene concesso solo una volta ogni due o tre anni.

Educazione

Marwan ha finito la scuola secondaria, conseguendo il diploma, in prigione. Nel 1983 è stato ammesso a Bir Zeit, l’Università più secolare della Palestina. Ma sono trascorsi 11 anni prima che abbia potuto terminare quello che avrebbe dovuto essere un corso quadriennale per la laurea in Storia e Scienze Politiche. Durante gli anni trascorsi all’Università, è diventato una figura di riferimento per la scena politica studentesca e ha guidato come presidente l’Unione degli studenti, in un momento storico in cui l’università stava diventando il fulcro delle attività politiche in Palestina. Ha scritto la tesi sulle relazioni franco-palestinesi, un tema che conosceva bene in qualità di presidente del gruppo interparlamentare Francia-Palestina all’interno del Consiglio Legislativo Palestinese. Nel 2010, ha conseguito un dottorato in Scienze Politiche dall’Istituto per lo studio e la ricerca della Lega Araba, intitolato “la Performance legislativa e lo stato politico del Consiglio Legislativo palestinese e il suo contributo al processo democratico in Palestina dal 1996 al 2006”. Marwan ha scritto la sua tesi di dottorato mentre era incarcerato nella prigione di Hadarim, facendo uscire segretamente le pagine scritte per un intero anno, attraverso il suo avvocato.

Le due Intifada e il processo di pace

Durante la prima Intifada, scoppiata poco dopo il forzato esilio in Giordania, Marwan ha avuto un ruolo significativo nell’organizzare la resistenza palestinese contro l’occupazione israeliana. Il suo ruolo ufficiale durante l’Intifada è stato quello di anello di congiunzione tra l’Organizzazione di Liberazione della Palestina (OLP) e il partito di Al- Fatah, che si trovava nei territori palestinesi sotto occupazione. Solo nel 1994, a seguito della firma degli Accordi di Oslo, Marwan Barghouti ha potuto rientrare nei Territori palestinesi occupati, sostenendo da subito il processo di pace, promuovendo attività e campagne senza sosta sulle strade palestinesi e anche all’interno dei circoli politici israeliani e palestinesi. E credendo fermamente che gli Accordi rappresentassero un’opportunità storica per i palestinesi, per ottenere uno stato, l’indipendenza e il diritto all’autodeterminazione.

Alla fine degli anni Novanta però agli occhi di molti palestinesi è diventato chiaro come le intenzioni di Israele non fossero pacifiche e l’ottimismo iniziale che aveva prevalso durante gli Accordi di Oslo, è stato accantonato, alla luce del fatto che contemporaneamente Israele ha intensificato e perseguito le sue politiche coloniali. Il 28 settembre 2000 la visita di Ariel Sharon alla moschea di al-Aqsa ha fatto scoppiare proteste a cui le forze di occupazione israeliane hanno risposto con brutalità: è iniziata la Seconda Intifada durante la quale il ruolo centrale di Marwan nella lotta per la libertà palestinese è stato confermato. Marwan si è sempre opposto agli attacchi contro civili israeliani sul territorio israeliano  difendendo al contrario il diritto del popolo palestinese a resistere contro l’occupazione come riconosciuto dal diritto internazionale e enfatizzando che pace e sicurezza possono scaturire solo dalla fine dell’occupazione. Inoltre sostiene la resistenza popolare nonviolenta contro la colonizzazione e l’occupazione israeliana. E’ stato un forte sostenitore del riconoscimento ONU e continua a fare appello ad un maggiore impegno da parte della comunità internazionale, visto il fallimento delle negoziazioni bilaterali, per garantire libertà e giustizia al popolo palestinese e pace e sicurezza a tutti i popoli della regione.

Riconciliazione 

Marwan Barghouti è stato l’ideatore del Documento dei prigionieri per la Riconciliazione Nazionale, redatto dai leader dei diversi partiti e fazioni politiche palestinesi, sulle cui basi è stato creato un governo di unità nazionale nel febbraio del 2007; in questo documento i rappresentanti dei partiti politici si sono dichiarati d’accordo per uno Stato palestinese sui confini del 1967, per il cessate il fuoco, per limitare la resistenza ai territori occupati e per l’adozione della resistenza popolare come la via per mettere fine all’occupazione. Marwan ritiene che la riconciliazione debba essere una priorità dell’agenda politica e crede in un approccio inclusivo, che unisca i partiti palestinesi intorno ad una piattaforma dell’OLP e che consenta il coinvolgimento di tutti i partiti all’interno del sistema politico. La riconciliazione dovrebbe avere come finalità la rinascita del processo democratico palestinese e portare ad elezioni a tutti i livelli, con tempi e modalità condivise.

La vita personale

Marwan è stato imprigionato per la prima volta nel 1978: quando è uscito dal carcere, ha sposato l’amore della sua vita, Fadwa, alla quale aveva fatto la proposta sei mesi prima del suo rilascio. Marwan e Fadwa hanno attualmente due figli (Qassam e Sharafand ‘Arab) e una figlia, Ruba.

Marwan Barghouthi autore

Marwan Barghouti ha scritto diversi libri durante gli anni della sua prigionia:

-“La promessa” (una raccolta di interviste, dichiarazioni e messaggi di Marwan)

-”Mille giorni in isolamento (un libro che racconta gli interrogatori, I maltrattamenti, l’isolamento a cui Marwan è stato sottoposto durante I mille giorni di isolamento subito dopo il suo sequestro)

-”Resistere all’arresto”, scritto a quattro mani con Abdel Nasser lssa, uno dei leader di Hamasa e con A’hed Abu Ghulmeh, membro del Comitato centrale del Fronte Popolare (il libro racconta come rispondere agli interrogatori israeliani, alla tortura anche psicologica durante gli arresti).

-”Le relazioni franco-palestinesi” che è stato pubblicato prima della condanna di Marwan e a partire dalla sua tesi.

 

 

 

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